Sono uscite, su diversi siti, altrettante interviste a Matt Bomer. Ecco qui la traduzione di due di esse (sperando che tutto vada bene, nei prossimi giorni posterò quelle mancanti).
White Collar non è il genere di show davanti a cui puoi fare altre cose. Devi dargli la tua piena attenzione!
Gli sceneggiatori sono molto intelligenti e molto rispettosi del pubblico. È una delle cose che amo del lavorare in questo show – quando prendo i copioni devo leggerli due o tre volte per capirli.
Molte persone pensano che quel genere di televisione sia semplicistica. Ma è più profondo di quanto sia mai stato, no?
Penso di sì. Sono davvero contento dello stato della televisione, nello specifico di quella via cavo [White Collar va in onda sulla USA Network, in America], perché c’è un po’ meno burocrazia e non si preoccupano di ogni demografico. Abbiamo un po’ più di libertà per raccontare la storia che vogliamo.
Il numero di febbraio della rivista DA MAN ha un nutrito articolo su Matt Bomer. Sul sito c’è una parte dell’intervista e qui sotto ne troverete la traduzione.
DA MAN: Congratulazioni per il rinnovo di White Collar a una quinta stagione. Com’è indossare i panni di uno stesso personaggio per così tanto?
MATT BOMER: Sono incredibilmente grato che abbiamo ancora la possibilità di raccontare le nostre storie. Se cinque anni fa mi avresti detto che sarei stato in un telefilm che sarebbe durato così a lungo, e che mi sarei ancora divertito a farlo, probabilmente non ti avrei creduto. Sembra che sia passato solo un anno o due. La cosa più importante, per me, è se ti diverti ancora o meno a farlo, e grazie agli sceneggiatori e ai miei colleghi, non c’è giorno di lavoro in cui non me la passo alla grande.
DA MAN: Ti vedremo mai dirigere un episodio o due? Sappiamo che il tuo collega, Tim DeKay, lo ha fatto. Potresti volerlo fare in futuro?

































